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SMITH, Cours complet d'Optique |
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| FRONTESPIZIO DELL'EDIZIONE FRANCESE | TAVOLA 24 |
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Robert SMITH, Cours complet
d'Optique, contenant la théorie L’Ottica
dello Smith in Italia fu conosciuta essenzialmente nella traduzione
francese di L. Pézenas del
1767. La prima edizione inglese era apparsa nel 1726 con il titolo: A compleat System of Opticks, e fu considerato il trattato di ottica più autorevole e completo di quel secolo. Il
trattato comprendeva alcuni
libri: il primo, il trattato popolare, è un vero e proprio corso di
ottica sperimentale. Il
libro secondo tratta l’ottica geometrica, la rifrazione e la
riflessione, le aberrazioni dei telescopi e dei microscopi, ecc. Il
trattato meccanico era invece destinato agli Artisti, in altre
parole a chi avesse voluto acquisire le conoscenze pratiche per realizzare
specchi e vetri per ogni tipo di strumenti d’ottica, dal telescopio alla
lanterna magica. Lalande,
nella sua Astronomie, cita quest’opera come la più importante del
tempo, ma ad essa affiancava l’ottica di Bouguer, di De Courtivron, la Dioptrique
di Cherubin d’Orleans, l’Ars Magna Lucis et umbrae di A.
Kircher, la Dioptrique di Huyghens, l’Hartsoeker, Molineux, Schot,
Craige (optica analitica), Passemant, de Rochon. Lo
stesso Lalande, nella riedizione da lui curata della Histoire des Mathématiques
del Montucla (1799-1802), non risparmiava critiche allo Smith. Egli
scriveva che l’Opticks non era un modello di chiarezza: in essa regnava
molto disordine e dispersione e diverse parti erano sicuramente inutili. Lalande
elogia la traduzione francese di Pezenas del 1767, il quale aveva operato
delle importanti aggiunte specialmente per quanto riguardava i nuovi
cannocchiali acromatici. Lalande ricorda poi che Leroy, ingegnere della
marina, aveva pubblicato a Brest, sempre nel 1767, un’altra traduzione
dell’Opticks. Lalande cita poi una traduzione olandese e tedesca
(quest’ultima del prof. Koestner di Gottingen).
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