Recensioni libri scientifici moderni

(pubblicate su: COELUM Astronomia)

 

 

Enrico Bellone, Caos e Armonia, UTET Libreria 2004.

 Recensione di Rodolfo Calanca

Enrico Bellone, docente di Storia della Scienza presso l’Università di Milano e direttore della rivista Le Scienze, con la riedizione di questo volume, contribuisce a rimettere in auge la felice espressione “filosofia naturale” e contemporaneamente respinge l’opinione di Benedetto Croce “secondo cui solo le menti profonde coltivano la riflessione filosofica mentre alle menti minute dei tecnici è concesso di specializzarsi in botanica o in aritmetica”.

L’abbandono della miope concezione crociata ci consente allora di sostenere che studiosi del calibro di  Maxwell, Riemann, Einstein insieme a molti altri scienziati del loro tempo, sono certamente da includere tra i maggiori filosofi dell’Ottocento e del Novecento.

D’altra parte, Bellone ci fa giustamente notare che “La fisica, insieme alle altre scienze d’oggi, è una forma alta della cultura”, in quanto le sue fonti sono il pensiero della Grecia classica, riscoperto in epoca medievale attraverso i grandi autori arabi; la creazione delle università  ed il contributo fornito in epoca rinascimentale da quegli  “uomini senza lettere” che coltivavano interessi pratici in ambito artigianale nei settori della metallurgia e nella progettazione e produzione di manufatti, ma anche in architettura, scultura e pittura.

La suggestiva ipotesi che esce da queste pagine è che gli scienziati di oggi, “prima ancora di essere i figli della secentesca filosofia naturale dei Galilei e dei Newton, sono gli eredi intellettuali della cultura greca e rinascimentale”. Ma, ci avvisa l’Autore, oggi la natura intellettuale della scienza è percepita in modo deformato, dove la deformazione maggiore consiste nel credere che un astrofisico o un genetista sia un tecnico, solo leggermente più specializzato di un idraulico ma assai più dannoso se “lasciato troppo libero”.  Questo modo di vedere spesso incide su scelte politiche che, alla fine, possono condizionare l’accesso e la fruizione della conoscenza scientifica.

Spesso si sente dire che la libertà di ricerca scientifica necessita di controlli politici, così da bloccare sul nascere eventuali esiti dannosi della ricerca stessa. Questo atteggiamento superficiale e sostanzialmente errato nasce dalla credenza che le scoperte scientifiche e le innovazioni tecnologiche siano frutti intenzionali di attività di ricerca programmate per cogliere obiettivi definiti. Questa visione degli obiettivi, dice Bellone, è piuttosto ingenua e, a tal proposito porta i calzanti esempi di Galileo, che non scoprì i quattro satelliti di Giove come “conseguenza di una linea d’indagine guidata da qualche previsione sul numero di tali satelliti”, e di Dirac che non scoprì l’equazione per l’elettrone con l’intenzione di dimostrare matematicamente l’esistenza del positrone.

L’idea di porre vincoli preliminari alla libertà di ricerca è una pia illusione, anche se a molti intellettuali di area umanistica essa appare ancorata, forse indissolubilmente, alla distinzione tra cultura e tecnica. La libertà d’espressione della prima deve essere garantita, mentre la libertà operativa della seconda dovrebbe essere regolata dal punto di vista etico, politico e religioso.

Non è allora un caso – scrive Bellone – se oggi, in alcune zone del pianeta, si sottovaluta la scienza come forma della cultura dei cittadini e come fonte della ricchezza delle nazioni, e si aprono prospettive i regresso civile” (nota del recensore: ogni riferimento alla situazione del nostro Paese non è per nulla casuale).            

 

Per quanto riguarda invece l’aspetto epistemologico, Bellone respinge l’idea che l’impresa scientifica sia soltanto un sistema di credenze: occorre ammettere invece che la conoscenza ha a che fare con enti non linguistici come le galassie e i virus, molecole e pianeti.

Dal punto di vista storiografico, l’Autore sostiene che alla scoperta della gravitazione avvenuta nella seconda metà del Seicento, abbia fatto seguito, verso la fine del Settecento, una seconda rivoluzione, che si prolungò per tutto l’Ottocento, dando vita alla termodinamica ed alle successive teorie dei quanti  e della relatività ristretta.

Anche se ammetto di aver trovato particolarmente stimolante il capitolo 15, dedicato alla vita ed ai lavori di Einstein, per la chiarezza espositiva e la ricchezza delle informazioni, devo ampiamente riconoscere che quasi ogni parte del libro (con qualche eccezione per il formalismo matematico dei capitoli 10 e 11) è alla portata di studenti anche liceali, se ben preparati, e può indubbiamente costituire un utilissimo strumento d’approfondimento per gli insegnanti di filosofia e di fisica delle scuole medie superiori.        

          

Enrico Bellone, Caos e Armonia,

UTET  Libreria 2004.

 

pp. 413, formato 17 x 24 cm.

Prezzo: euro 21,00

 

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