| PROGETTO CACCIA ALLA COMETA |
![]() |
© Rodolfo Calanca, EANWEB, 2009 |
|
© Rodolfo Calanca
2009: anno mondiale dell'astronomia e celebrazione galileiana dell'invenzione del cannocchiale
Il 20 dicembre 2007 l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, su proposta dell'UNESCO, ha proclamato il 2009 Anno Mondiale dell'astronomia. Un anno che ha anche un profondo significato per la Scienza perché ricorre il IV° centenario del primo utilizzo astronomico del cannocchiale di Galileo. Il coordinamento internazionale della manifestazione (alla quale hanno già aderito oltre 100 Paesi) è affidato ad UNESCO, affiancato dall’Unione Astronomica Internazionale (IAU), nonché dall’European Southern Observatory (ESO). La cerimonia di apertura dell'Anno Mondiale si terrà nel gennaio 2009 a Parigi nella sede UNESCO, mentre la chiusura della manifestazione, il 9 gennaio 2010, sarà ospitata dall'Italia. L'INAF (Istituto Nazionale di Astrofisica), dal proprio sito, dichiara così gli obiettivi delle diverse manifestazioni: "La visione elaborata per l’IYA2009 consiste nel tentativo di aiutare il pubblico di tutto il mondo a riscoprire il proprio posto e ruolo nell’Universo attraverso una ritrovata consuetudine con il cielo, osservato sia al dì che la notte. Lo spirito è quello di spronare specialmente i giovani a riavvicinarsi, tramite l’Astronomia, alla grande ed affascinante avventura della Scienza, con un percorso personale che porti a riconsiderare l’importanza e l’impatto dell’Astronomia stessa, ma anche della altre scienze di base, nella nostra vita di ogni giorno".
La "caccia" alla cometa ed il Premio Galileo
Tra le molte iniziative che si possono proporre per celebrare degnamente l'Anno Mondiale dell'Astronomia, una, a nostro parere, coglie in pieno lo spirito della manifestazione per l'elevato livello di coinvolgimento culturale e scientifico: la "caccia" alla cometa di Galileo che, una volta scoperta (in un periodo di tempo compreso tra la metà del 2008 e la fine del 2009) diventi emblematica dell'Anno Galileiano. Per caccia intendiamo la ricerca intenzionale e programmata di una cometa/e, attraverso la consueta pratica della ricerca non professionale (ovviamente, gli astronomi di professione sarebbero esclusi). Contrariamente a quanto di solito si è portati a pensare, anche in un'epoca ad alta tecnologia come la nostra, non manca lo spazio per scoperte astronomiche individuali effettuate con mezzi anche modesti, frutto della pura osservazione del cielo e della pazienza e perseveranza che, nel passato, premiava, spesso in modo copioso, i grandi astronomi e i "dilettanti" in quasi egual misura. Ci basta ricordare alcuni nomi di grandi scopritori di comete: Charles Messier, William Herschel, Jean-Louis Pons, Giovanni Battista Donati, Edward Barnard e, molto più recentemente, Alan Hale, Thomas Bopp…. Potrebbe bastare un binocolo, oppure un modesto telescopio per intraprendere, con qualche possibilità di successo, la ricerca degli affascinanti astri chiomati. Ovviamente, la caccia è aperta anche a tutti gli amatori dotati di strumentazione evoluta, camere CCD o digicam e telescopi di dimensioni ragguardevoli. Stiamo cercando sponsor per dotare questo progetto di un adeguato premio da conferire allo scopritore/i della “cometa di Galileo”.
Galileo e le comete Perché il “Premio Galileo” per lo scopritore/i di una cometa? Ricordiamo che alle comete è legato uno dei momenti più importanti della vicenda galileiana. La disputa nella quale Galileo si fece coinvolgere, con esiti che si rivelarono in seguito assolutamente disastrosi (l'abiura del 1632), riguardava le comete osservate nel 1618. L'occasione fu la pubblicazione del "De tribus cometis anni 1618 disputatio astronomica" del gesuita Orazio Grassi, lettore di matematica presso il Collegio Romano, opera nella quale furono raccolte e commentate, in chiave anticopernicana, le osservazioni (le prime in assoluto con il cannocchiale) delle tre comete osservate verso la fine di quell'anno. |