BREVI NOTE BIOGRAFICHE DI ASTRONOMI

© Rodolfo Calanca

 

 

 

ABETTI, Antonio (1846-1928), astronomo, lavorò a lungo a Padova e divenne, nel 1893, direttore dell’osservatorio di Arcetri a Firenze. Si occupò di studi cometari e di asteroidi e rinnovò la specola fiorentina dotandola di nuovi strumenti. Osservò il transito di Venere del 1874 in India nella spedizione organizzata da Tacchini.

 

ABBADIE, Antoine d’ (1810-1897), astronomo, fisico, filologo ed esploratore francese. Dopo  dieci anni in Etiopia, al suo ritorno in Francia, sostenne posizioni molto nette contro la schiavitù. Nel sud della Francia, ad Abbadia, fondò un osservatorio astronomico e preparò un catalogo stellare di 500,000 stelle riferite all’epoca 1950.

 

ABNEY,William de Wiveleslie (1843-1920), grande esperto di fotografia, uno dei suoi testi, Instructions in Photography (1871) fu considerato a lungo uno dei migliori manuali sull’argomento. Partecipò alla spedizione inglese in Egitto per il transito del 1874 come corrispondente della Royal Photographic Society. Per un triennio (1893-1895) fu presidente della Royal Astronomical Society. Molto noti ed apprezzati i suoi lavori di spettroscopia sperimentale.

 

AIRY, George Biddell (1801-1892), astronomo inglese, dopo gli studi all’Università di Cambridge, insegnò per dieci anni filosofia sperimentale. Nel 1829 ebbe la nomina a direttore dell’Osservatorio di Cambridge, e poi ad astronomo reale nel 1835. I suoi principali lavori riguardano l’astronomia e l’ottica fisica. Airy ha introdotto importanti perfezionamenti nei metodi d’osservazione e nei calcoli astronomici.

 

AMICI, Giovanni Battista (1786-1863), ottico, astronomo e naturalista italiano, uno dei maggiori specialisti europei nella costruzione di specchi, lenti e microscopi. I suoi strumenti astronomici, impiegati nei maggiori osservatori, furono sempre innovativi, in particolare i micrometri, gli spettroscopi e il cannocchiale iconantidiptico. Fu anche direttore dell’osservatorio astronomico di Arcetri a Firenze.

 

ARGOLI, Andrea (1570-1657), astrologo ed astronomo italiano, studiò con Antonio Magini a Padova. Nel 1622 divenne professore di matematica all’università la Sapienza di Roma, cattedra che era stata di Benedetto Castelli. Nel 1632, chiamato dalla Repubblica veneta, insegnò all’università di Padova, dove rimase 25 anni. Compilò poderose effemeridi planetarie, molto apprezzate dai contemporanei.

 

AUDIFFREDI, Giovanni Battista (1734-1794), entrò nell’ordine dei Domenicani e studiò matematica e astronomia. Trasferitosi a Roma presso il convento di S. Maria sopra Minerva, divenne curatore della Biblioteca Casanatense. Si costruì un piccolo osservatorio ed eseguì prolungate osservazioni astronomiche riguardanti i transiti di Venere del 1761 e 1769 e le comete, tra le quali quella del 1769, i cui risultati egli pubblicò in Dimostrazione della stazione della cometa, 1769 (Roma 1770).

 

AUWERS, Arthur von (1838-1915), astronomo tedesco, lavorò negli osservatori di Könisberg, Gottinga, Berlino e Potsdam. Si occupò di astronomia di posizione, redigendo cataloghi stellari fondamentali. Organizzò le spedizioni tedesche che nel 1874 e 1882 osservarono il passaggio di Venere sul Sole. Elaborò, insieme a Gill dell’osservatorio di Città del Capo, le osservazioni del transito per dedurre la parallasse solare. I risultati di questo lavoro occupano ben sei volumi (Die Venus Durchgänge 1874 und 1882, Berlin 1887-1898).

 

BAILLY, Jean-Sylvain (1736-1793), astronomo e storico, sindaco di Parigi, ghigliottinato durante la Rivoluzione. Lasciò una famosa storia dell'Astronomia.

 

BANKS, Joseph (1743-1820), ricco naturalista inglese. Appassionato di viaggi, visitò giovanissimo il Labrador. A soli 24 anni divenne membro della Royal Society. Partecipò al viaggio dell’Endeavour di Cook, nel corso del quale raccolse una cospicua quantità di materiale naturalistico. Nel 1778 ebbe la nomina a presidente della Royal Society, carica che conservò fino alla morte. La sua ricchissima collezione naturalistica e la vastissima biblioteca passarono in donazione al British Museum.

 

BIANCHINI, Francesco (1662-1729), Studiò presso i gesuiti di Bologna e teologia a Padova. Qui conobbe Geminiano Montanari e sotto la sua guida iniziò delle accurate osservazioni di comete, in particolare quella del 1682. Nel 1684 si recò a Roma, presso il Cardinale Ottoboni. Fu introdotto nel circolo romano dell'Accademia fisico-matematica che si riuniva in casa di monsignor Ciampini, Accademia che si era costituita con un programma rigorosamente sperimentale nel 1677. Nel 1685, in una memoria letta in una seduta accademica, illustrò il nuovo metodo di Cassini per misurare la parallasse dei pianeti e in particolare quella solare, alla quale attribuì il valore di 15”.  Divenne segretario della Congregazione del Calendario e intorno al problema del calcolo della data pasquale scrisse: Solutio problematis paschalis (Roma 1703) e De Kalendario (Roma 1703). Le sue osservazioni astronomiche furono raccolte e pubblicate da Eustachio Manfredi a Verona nel 1737 sotto il titolo di Astronomicae ac geographicae observationes selectae. Famose le sue osservazioni di Venere, attraverso le quali determinò il periodo di rotazione e che furono raccolte nell'opera Hesperi et phosphori nova phenomena (Roma 1728).

 

BIGOURDAN, Guillaume (1851-1932), astronomo francese, lavorò dal 1877 all’osservatorio di Tolosa e dal 1879 in quello di Parigi. Nel 1882 partecipò, insieme a Tisserand, alla spedizione per l’osservazione del transito di Venere alla Martinica. Nel 1920 è nominato primo direttore del Bureau International de l’Heure e nel 1924 è eletto presidente dell’Académie des Sciences. L’anno seguente divenne presidente de l’Institut de France. Il suo principale contributo scientifico è un catalogo di posizione di 6380 nebulose, che gli richiese 25 anni d’osservazione al telescopio.

 

BIRD, John (1709-1776), costruttore inglese di strumenti scientifici. Il suo nome è legato al quadrante di 8 piedi di raggio costruito per James Bradley nel 1749. Nel corso della sua fortunata carriera professionale realizzò anche eliometri e riflettori. Suoi strumenti furono usati da Cook e numerosi altri per l’osservazione del transito di Venere del 1769.

 

BLISS, Nathaniel (1700-1764), astronomo inglese. Studio ad Oxford e, nel 1736, divenne rettore del St. Ebbe College. Successe ad Halley alla cattedra di Savilian professor of geometry. Divenne astronomo reale nel 1762.

 

BOND, George Phillips, (182565), astronomo americano, direttore dell’Harvard College Observatory, carica nella quale successe al padre. Nel 1848 scoprì l’ottavo satellite di Saturno, Hyperion. L’osservazione degli anelli di questo pianeta lo convinse che la loro struttura è frammentata. Fu un pioniere della fotografia astronomica e le sue immagini della Luna del 1851, sollevarono molto scalpore in Europa.

 

BOSCOVICH, Ruggero Giuseppe, (1711-1787), matematico ed astronomo dalmata. Entrato nella Compagnia di Gesù, insegnò all’università di Pavia e diede una consona sistemazione all’osservatorio astronomico di Brera. Dopo la soppressione della Compagnia si recò a Parigi, dove divenne direttore di ottica della marina francese. Diede importanti contributi all’astronomia ed alla geodesia con le sue misure dell’arco di meridiano tra Roma e Rimini, e al problema della forma della Terra. Fu un importante precursore con i suoi studi sulla riduzione degli errori strumentali in astronomia e per aver proposto un nuovo strumento zenitale, ripieno d’acqua, che fu costruito molto più tardi da Airy a Greenwich, per verificare il comportamento ondulatorio e corpuscolare della luce. Nella sua Theoria Philosophiae del 1758, troviamo esposta una concezione atomistica per molti versi anticipatrice delle moderne teorie di fisica atomica.  

 

BOUGAINVILLE, Louis-Antoine Chevalier de, (1729-1811).  Navigatore francese, con molteplici interessi culturali. In gioventù pubblicò anche un Traité du calcul intégral. Entrato nell’esercito, iniziò la sua carriera di esploratore, percorrendo i mari di tutto il mondo. Nel 1767 iniziò un viaggio nel Pacifico che lo portò alla scoperta delle isole che portarono il suo nome. Navigatore abile quanto il suo contemporaneo James Cook, i rilievi geografici e le mappe da lui compilate furono tra le migliori del tempo. Partecipò alla guerra d’indipendenza americana combattendo contro gli inglesi.

 

BOYLE, Robert (1627-1691), chimico irlandese, studiò in Inghilterra, ma fece viaggi di studio anche in Italia, Francia e Svizzera. Nel 1641 era a Firenze, dove approfondì la sua conoscenza delle opere di Galileo. Si interessò a lungo del comportamento dei gas e di esperimenti sul vuoto, realizzando una macchina pneumatica e formulando, indipendentemente da Mariotte, la fondamentale legge dei gas e delle loro trasformazioni che porta i nomi di entrambi. Importanti anche i suoi studi sul suono e sull’idrostatica.

 

BRADLEY, James (1692-1762), professore di astronomia a Oxford, nel 1742, alla morte di Halley, fu nominato astronomo reale e direttore dell’osservatorio di Greenwich, cariche che mantenne fino al 1761. Scoprì l’aberrazione della luce e diede la conferma sperimentale del fenomeno della nutazione attraverso una lunga serie di osservazioni astronomiche.

 

BRAHE, Tyge (1546-1601), danese, il più grande astronomo osservatore dell’età pre-telescopica. Iniziò le sue osservazioni astronomiche con mezzi rudimentali, che furono però sufficienti a fargli rilevare le imperfezioni delle tavole alfonsine e di quelle pruteniche di Reinhold. Fu il primo a comprendere la necessità di migliorare drasticamente la precisione delle misure astronomiche al fine di stabilire quale sistema del mondo, il tolemaico o il copernicano, descrivesse meglio il moto apparente dei pianeti sulla sfera celeste. L’osservazione della stella nova del 1672, che non presentava parallasse apparente, lo convinse della necessità di un nuovo catalogo stellare che sostituisse quello ormai inadeguato di Tolomeo. Nel 1576 il re Federico II gli fece dono dell’isoletta di Hveen nel Sund e di un ricco appannaggio annuo, sufficiente a consentirgli di realizzare i due osservatori di Uraniborg e Stellaborg, attrezzati con i migliori strumenti astronomici del tempo.  I vent’anni che seguirono furono i più fecondi della sua vita. Videro la luce i suoi cataloghi stellari, l’opera sulle comete ed il tentativo di costruire un nuovo sistema del mondo. Alla morte del suo protettore, Brahe accettò l’incarico di astronomo imperiale offertogli da Rodolfo II, che gli mise a disposizione un castello nei dintorni di Praga. Qui nel 1600 giunse Johannes Kepler, che divenne il suo allievo prediletto, l’unico astronomo capace di utilizzare con il massimo profitto l’enorme mole di osservazioni planetarie lasciategli in eredità da Brahe. Alla morte di quest’ultimo, Kepler divenne matematico imperiale.

 

CAMPANI, Giuseppe (sec. XVII), uno dei maggiori costruttori di strumenti ottici del Seicento. Alcuni dei suoi migliori cannocchiali servirono a G.D. Cassini per scoprire quattro satelliti di Saturno e per determinare il periodo di rotazione di Giove.

 

CASSEGRAIN, Laurent (1629?-1693), forse professore in un collegio di Chartres (la sua vita è pressoché sconosciuta). Nel 1672, in una lettera al Journal des Sçavans,  propose la realizzazione di un nuovo tipo di telescopio a riflessione costituito da uno specchio principale parabolico, forato al centro, e un piccolo specchio secondario convesso. La luce, riflessa prima dal primario e poi dal secondario, attraversava il foro e l’immagine si formava dietro lo specchio. La soluzione fu, inizialmente criticata sia Huygens sia da Newton. Nei telescopi moderni, il sistema ottico cassegrain è spesso utilizzato.

 

CASSINI, Giovanni Domenico (1625-1712), nato a Perinaldo (Imperia), dopo aver studiato a Vallebonne e a Genova, a soli venticinque anni venne a Bologna e, con il decisivo appoggio del marchese Malvasia, ottenne la cattedra di astronomia dello Studio nel 1650. A Bologna firmò il suo capolavoro quando realizzò la splendida meridiana di S. Petronio. Con i suoi 67 metri di lunghezza, essa servì, tra l’altro, per determinare l’esatta durata dell'anno, il tempo degli equinozi e solstizi e l'obliquità dell'eclittica.  Fu chiamato all’Observatoire di Parigi per l’intervento del ministro Colbert e di Jean Picard. Divenne il più famoso astronomo del suo tempo.

 

 

CASSINI II, Jacques (1677-1756), astronomo e geografo, figlio di Giovanni Domenico. Seguì le orme del padre e divenne direttore effettivo dell’Observatoire parigino. Si occupò della misurazione dell’arco di meridiano francese insieme al padre e della forma della Terra che differiva molto dalle  corrette idee dei newtoniani. Secondo Cassini padre e figlio e Cartesio, la Terra era un ellissoide allungato verticalmente. Si occupò anche di osservazioni di comete e fece ricerche sulla struttra degli anelli di Saturno.

 

CASSINI III de Thury, César-François (1714-1784), astronomo e cartografo, figlio di Jacques. Riprese le osservazioni geodetiche e cartografiche del padre e del nonno, dando finalmente alle stampe, tra il 1733 e il 1740, l’importantissima mappa della Francia in 18 fogli, in scala 1:870 000. Lavorò fino alla morte, senza però completarla, alla carta del territorio francese in scala 1: 86 400. 

 

CASSINI IV, Jean-Dominique (1748-1845), astronomo e cartografo, figlio di César-François. Nel 1784, alla morte del padre riorganizzò l’Observatoire e completò la seconda carta della Francia in scala 1:86 400. Durante la Rivoluzione, divenne membro della commissione che stava studiando il sistema metrico decimale. Alla sua morte, quasi centenario, si concluse il contributo alla scienza  della grande famiglia di astronomi di origine italiana.

 

CELORIA, Giovanni (1842-1920), astronomo italiano, lavorò a lungo all’osservatorio di Brera, del quale fu anche direttore. Fece alcuni studi, pubblicati nel 1873, sulla struttura stellare della Via Lattea. Si occupò di geodesia e divenne presidente della commissione geodetica italiana.

 

CESI, Federico (1585-1630), principe di Acquasparta. Si dedicò giovanissimo alla botanica e fondò, appena diciottenne, l’Accademia dei Lincei, la più antica accademia italiana, alla quale aderirono scienziati come Galileo, il medico fiammingo Jan Heck, G.B. Della Porta e molti altri.

Cesi sostenne a sue spese la pubblicazione di opere scientifiche collegiali e individuali ma la sua immatura morte pose fine alle attività e all’esistenza stessa dell’Accademia. 

 

CHAPPE D'AUTEROCHE Jean (1722-1769), nato nell'Auvergne a Mauriac in Francia e morto in California. Aveva abbracciato la professione ecclesiastica coltivando contemporaneamente la sua profonda passione per l'astronomia. Divenuto membro dell'Accademia delle scienze di Parigi, ebbe l’incarico, nel 1760, di recarsi a Tobolsk in Siberia per osservare il passaggio di Venere sul Sole. Osservò anche il successivo transito di Venere del 1769 in California, che però gli costò la vita.

 

CRABTREE, William (1610-1644), mercante di Manchester appassionato di astronomia. Ebbe rapporti di collaborazione scientifica con J. Horrocks e W. Gascoigne. Le sue accurate osservazioni planetarie lo convinsero della bontà delle Tavole Rudolfine di Kepler, che convertì in forma decimale. Nel 1639, insieme  a Horrocks, fu il primo ad osservare un transito di Venere.

 

CYSAT Ioannes Baptista (1588-1657), astronomo svizzero, nato a Lucerna. Entrò nell'ordine dei Gesuiti ed insegnò matematica ad Ingolstadt e fu rettore di parecchi collegi. Osservò al cannocchiale la grande cometa del 1618 e, per primo, ne segnalò le variazioni nell'aspetto, inoltre mostrò che la cometa aveva un'orbita parabolica e non circolare. Nel 1631, contemporaneamente a Gassendi, osservò il transito di Mercurio sul Sole, già annunciato da Kepler nel 1627.

 

DAGUERRE, Lous-Jacques-Mandé (1787-1851), inventore francese.Insieme a J.N. Niepce studiò il sistema di fissare chimicamente le immagini. Nel 1831 scoprì che lo ioduro d’argento era sensibile alla luce e la possibilità di sviluppare un’immagine latente con vapore di mercurio. Le prime lastre sviluppate, che chiamò dagherrotipi, potevano essere fissate con cloruro di sodio e tiosolfato di sodio. I daguerrotipi erano fotografie positive su di una lastra di rame.

 

DELAMBRE, Jean Baptiste Joseph (1749-1822), famoso astronomo francese. Fu membro del Bureau des Longitudes e professore al Collège de France. Fondamentale, in collaborazione con Méchain, il suo contributo alla misura di un arco di meridiano tra Barcellona e Dunkerque. Molto nota la sua Histoire de l’Astronomie (1817-1827).

 

DE LA RUE, Warren (1815-1889), astronomo e chimico inglese, tra i primi ad applicare i processi fotografici all’astronomia. Ideò un tipo di fotoeliografo per eseguire immagini del Sole.

 

DELISLE, Joseph Nicolas (1688-1768), astronomo francese nato a Parigi. Per poter godere di un vitalizio di 600 lire, si prestò al calcolo di oroscopi commissionati dal Conte di Boulainvilliers. Nel 1714 l'Accademia delle Scienze lo accettò in qualità di allievo. Nel 1724, durante una sua visita in Inghilterra, conobbe Newton e Halley.

Pietro il Grande gli chiese di trasferirsi in Russia per fondarvi una scuola di astronomia. Delisle partì nel 1726, sotto il regno di Caterina I. Egli prese possesso di un ottimo Osservatorio, costruito per lui e dotato di buoni strumenti. Già nei primi tempi della sua permanenza in Russia gli fu richiesta una carta geografica dell'immenso impero russo, che completò in circa 20 anni di lavoro. Nel 1747, tornò in Francia, dove riprese il suo posto all’Académie. Ebbe come allievi Messier e Lalande. Famosi i suoi mappamondi per i transiti di Mercurio del 1753 e di Venere del 1761.

 

DOLLOND, John (1706-1761), discendente di una famiglia protestante francese, svolse l'attività di tessitore di seta studiando contemporaneamente matematica, astronomia e incoraggiò il figlio maggiore Peter negli stessi studi. Questi, divenuto costruttore di strumenti ottici di grande successo, persuase il padre a unirsi a lui. Nel 1753, la sua rivoluzionaria memoria sugli obiettivi acromatici, fu accettata dalla Royal Society. La seconda memoria, presentata pochi mesi più tardi, riportava i miglioramenti all’eliometro di Savery, realizzato usando un singolo obiettivo tagliato in due parti uguali e ripreso da Short.  Tra il 1757 e il 1758 John D. sperimentò diverse combinazioni di vetro per verificare la tesi di Newton che le lenti composte non possono produrre un'immagine priva di colori e che, pertanto, l'aberrazione cromatica non può essere annullata.

Avendo trovato una combinazione tra vetri flint e crown dove l'aberrazione cromatica è quasi inesistente, riuscì a dimostrare che Newton non aveva ben compreso la funzione degli indici di rifrazione e dei numeri di Abbe necessari al corretto calcolo degli obiettivi. Presentò, sull’argomento, una memoria alla Royal Society e richiese il brevetto della sua invenzione.

In verità, l’invenzione delle lenti acromatiche è da attribuire a C.M. Hall che le sviluppò tra il 1729 ed il 1733. Egli però non aveva mai voluto rendere nota la sua scoperta.

 

DONATI, Giovanni Battista (1826-1873), astronomo e matematico allievo di O.F. Mossotti. Professore di astronomia al Museo di fisica e storia naturale di Firenze dal 1852. Grande scopritore di comete, delle quali, molto importante quella del 1858. Nel 1860, con una grande lente di 41 cm osservò lo spettro di stelle di I^ magnitudine e quello della cometa di Tempel. Promosse la costruzione dell’osservatorio di Arcetri, ma non ne vide il completamento. Morì di colera nel 1873.  

 

DRAPER, Henry (1837-1882), fisico e astronomo americano. Diede importanti contributi alla fotografia astronomica ed alla spettroscopia. Fu il primo a fotografare le linee spettrali di una stella.

 

ENCKE, Johann Franz (1791-1865), astronomo tedesco, fu allievo di Gauss. Fu uno dei più esperti calcolatori di orbite. Divenne direttore dell’osservatorio di Gotha e, nel  1825, di quello di Berlino. Il suo nome è legato alla famosa cometa scoperta da Pons nel 1818, di cui calcolò l’orbita. Perfezionò i metodi di calcolo delle orbite prendendo le mosse dagli studi di O.F. Mossotti.

 

EULER, Leonhard (1707-1783), matematico svizzero, studiò con J. Bernoulli.  Con l’intercessione di Nicola Bernoulli, fu chiamato a Pietroburgo, dove divenne membro della locale accademia delle scienze. Nel 1741 gli fu offerto il posto di direttore della classe di matematica all’Accademia di Berlino, dove rimase fino al 1766. In quell’anno ritornò a Pietroburgo ove rimase fino alla morte. Autore dagli interessi multiformi, si occupò di ogni aspetto della matematica, fornendo contributi fondamentali attraverso centinaia di memorie pubblicate dalle principali accademie europee. Importantissimo il suo lavoro astronomico, in particolare sul moto della Luna. E’ considerato il maggior matematico del Settecento.

 

FLAMMARION, Camille (1842-1925), astronomo e divulgatore francese. Nel 1858 fu ammesso, in qualità di allievo-astronomo, all’Observatoire di Parigi, uscendone tre anni dopo. La sua prima opera, uscita l’anno successivo, su la Pluralité des mondes habités, lo consacra autore popolare di grande successo. Da allora Flammarion pubblicò oltre 50 opere, e il suo capolavoro è l’Astronomie populaire del 1880. Nel 1882 fondò la rivista L’astronomie e cinque anni dopo la Société astronomique de France.

 

FLAMSTEED, John (1646-1716), fu il primo astronomo reale e fondatore dell’osservatorio di Greenwich. Propose al re la fondazione dell’osservatorio per dare un utile supporto alla navigazione attraverso l’esatta conoscenza delle posizioni degli astri. Ciò sarebbe servito per determinare le longitudini in mare, problema di estrema importanza per i commerci della crescente potenza commerciale inglese. Compilò un catalogo di 3000 stelle e le sue osservazioni furono utili a Newton per confermare la sua teoria gravitazionale.

 

FONTANA, Francesco (1580?-1656),astronomo e ottico. Pretese di aver inventato il cannocchiale kepleriano nel 1608 e il microscopio nel 1618. Fu un buon costruttore di strumenti ottici ma uno scadente osservatore del cielo.

 

FOUCAULT, Jean Bernard Léon (1819-1868), fisico francese. Fece importantissime esperienze sulla velocità della luce e ne determinò la velocità in diversi mezzi trasparenti. Nel 1851 applicò un grande pendolo, che porta il suo nome, alla cupola del Pantheon di Parigi per dimostrare la rotazione della Terra. Realizzò per primo un giroscopio e diedi importanti contributi all’ottica astronomica. 

 

FRAUNHOFER, Joseph (1787-1827), ottico tedesco, costruì i migliori telescopi e microscopi del suo tempo. Il suo capolavoro è il rifrattore di Dorpart; famosi anche gli eliometri e i micrometri da lui costruiti. Scoprì le righe dello spettro solare che portano il suo nome.

 

FRISI, Paolo (1728-1784), filosofo, matematico e astronomo italiano. Entrò nell’ordine dei barnabiti e prese i voti nel 1744. Studiò da solo matematica superiore e si formò sui testi di Maclaurin, Newton ed Eulero. Nel 1753 fu nominato corrispondente dell’Accadémie des sciences di Parigi e nello stesso anno divenne professore di etica al collegio di Casale Monferrato. Nel 1755 divenne fellow della Royal Society. Nel 1756 e nel 1758 vinse i premi dell’Accademia di Berlino e di Parigi, rispettivamente con un lavoro sulla teoria della rotazione terrestre e una dissertazione sull’esistenza delle atmosfere planetarie.

 

GASSENDI, Pierre (1592-1655), filosofo, astronomo e matematico francese. Insegnò retorica e teologia a Digne e ad Avignone, poi matematica a Parigi. Ebbe una vasta corrispondenza con Galileo, Campanella, Mersenne e Kepler ed ebbe per allievi Cyrano de Bergerac e Molière. Il suo materialismo ispirò il movimento dei Libertini e la teoria atomistica, derivata da Lucrezio, influenzò Dalton e Newton. Famosa la sua disputa con Descartes, del quale contestò le Meditazioni.

 

GENERINI, Francesco (1593?-1663), astronomo e scultore al servizio del Granduca di Toscana, pubblicò a Firenze nel 1645 un lavoro sul moto diurno lunare e annuo. Giorgio Abetti, nella sua storia dell'astronomia, sostiene che il Generini fu l'inventore del micrometro filare.

 

GILL, David (1843-1914), astronomo scozzese, iniziò la carriera dirigendo l’osservatorio di Lord Lindsay a Dun Echt, nei pressi di Aberdeen. Per conto di Lindasy osservò il passaggio di Venere del 1874. Nel 1879 successe a E.J. Stone nella direzione dell’osservatorio del Capo di Buona Speranza. I suoi principali interessi riguardarono la determinazione della parallasse solare e le misure geodetiche. Le sue ricerche sugli asteroidi Iris, Victoria e Sappho gli permisero di concludere che la parallasse solare era uguale a 8”.804±0”.005.

Con l’aiuto di J.C. Kapteyn realizzò la Cape Photographic Durchmusterung, una carta fotografica del cielo fino alla magnitudine 9 della zona intorno al polo sud.

 

GRAHAM, George (1673-1751), orologiaio e costruttore inglese di strumenti scientifici. Dopo aver sposato la nipote del famoso orologiaio londinese Thomas Tompion, entrò nell’impresa di famiglia e, alla morte di Tompion, ne raccolse l’eredità. Tra le sue invenzioni si ricorda il sistema di compensazione della temperatura negli orologi a pendolo e la realizzazione del primo planetario.

 

GREEN, Charles (1735-1771), astronomo inglese. Fu assistente, all’osservatorio di Greenwich, di tre astronomi reali, Bradley, Bliss e Maskelyne. Partecipò al viaggio dell’Endeavour di Cook, in qualità di responsabile delle osservazioni astronomiche per il transito di Venere del 1769. Morì a Batavia durante il viaggio di ritorno per un’epidemia di colera che imperversava in quelle località.

 

GREGORY, David (1661-1710), astronomo scozzese, nipote di James. Insegnò ad Oxford e la sua Astronomiae physicae del 1702 fu una delle opere astronomiche più lette del tempo.

 

GREGORY, James (1638-1675), celebre matematico scozzese nato ad Aberdeen. Ad appena 24 anni, inventò il telescopio che porta il suo nome e che descrisse in un'opera dal titolo: Optica promota, seu abdita radiorum reflexorum mysteria geometrice enucleata, London 1663.

Il telescopio di Gregory si compone di due specchi concavi: il primario parabolico, il secondario convesso ellittico deve coincidere nella posizione di fuoco del primario. L'immagine si forma dietro lo specchio principale forato.

Nel 1665 Gregory andò a Londra per far eseguire il suo telescopio e qui strinse amicizia con John Collins, che lo raccomandò presso i più abili ottici della capitale. Ben presto però si accorse di non poter proseguire nel lavoro in quando non era possibile realizzare delle superfici speculari sferiche sufficientemente accurate. A soli 37 anni, morì di un colpo apoplettico poco dopo aver osservato al telescopio i satelliti di Giove ed essere diventato istantaneamente cieco.

 

HALL, Asaph (1829-1907), celebre astronomo americano, lavorò al Naval Observatory ed insegnò meccanica celeste alla Harvard University. Nel 1877 scoprì i due satelliti di Marte, Deimos e Phobos.

 

HALLEY, Edmond (1656-1742), astronomo inglese, direttore dell’osservatorio di Greenwich e amico di Newton, del quale curò la pubblicazione dei Principia. I suoi studi sulle orbite delle comete, basati sull’applicazione dei metodi di Newton, gli consentirono di riconoscerne la periodicità. Il ritorno della più famosa cometa, che porta il suo nome, fu da lui previsto per il 1759. Le sue tavole dei moti della Luna, della quale scoprì l’accelerazione, furono impiegate per tutto il XVIII secolo. Dimostrò che attraverso i transiti di Venere si sarebbe potuto determinare con precisione la parallasse solare.

 

HELL, Maximilian (1720-1792), gesuita, astronomo, nato in Ungheria. Entrò all’osservatorio di Vienna a 25 anni, per poi allontanarsene per qualche tempo. Vi fece ritorno nel 1759, come direttore dell’istituto e con la carica di astronomo imperiale. Dal 1757 al 1786 pubblicò le famose effemeridi di Vienna. Osservò il transito di Venere del 1769 a Wardhus in Lapponia, ma fu ingiustamente accusato da Lalande di aver falsificato i dati di quell’osservazione.

 

HANSEN, Peter Andreas (1795-1874), astronomo danese. Fu direttore dell’osservatorio di Seeberg e di Gotha. Si occupò di meccanica celeste e di perturbazioni planetarie. Famose le sue Tables de la Lune e quelle del Sole, quest’ultime in collaborazione con C. Olufsen.

 

HARKNESS, William (1837-1903), astronomo americano. Dopo aver conseguito una laurea in medicina ed aver operato come chirurgo durante la guerra di secessione, lavorò presso l’osservatorio  astronomico della marina. Durante l’eclisse di Sole del 1869 scoprì nella corona solare la linea spettrale di emissione k 1474, che fu riconosciuta solamente nel 1939 come appartenente al ferro ionizzato. Diede un grande contributo, organizzativo e scientifico, all’osservazione dei transiti di Venere del 1874 e 1882. La sua opera più apprezzata è Solar Parallax and its Related Constants del 1891.

 

HARRISON, John (1693-1776), costruttore di orologi inglese. Realizzò alcuni cronometri marini che gli permisero di vincere il ricchissimo premio di 20.000 sterline, messo in palio dal governo inglese a chi avesse risolto il problema di determinare la longitudine in mare. I suoi orologi, autentici capolavori di meccanica di precisione, rappresentarono uno straordinario miglioramento nella tecnologia della misurazione del tempo.

 

HEVELIUS, Johannes (Hevel o Hőwelcke) (1611-1687), figlio di un ricco birraio, operò a Danzica, della quale fu cittadino insigne e, a lungo, apprezzato amministratore pubblico con la carica di console. Negli anni giovanili studiò in diverse città europee, a Leyden, Parigi e Londra, stringendo preziose amicizie con alcuni delle maggiori figure scientifiche del tempo: il Padre Marin Mersenne, Pierre Gassendi, Ismael Boulliaud e molti altri. Il suo interesse per l’astronomia si manifestò a vent’anni, dopo che ebbe osservato l’eclisse di Sole del 30/31 maggio 1631.

Dotato di una non comune abilità manuale dedicò buona parte del suo tempo allo sviluppo della tecnologia degli strumenti di precisione, perfezionandosi contemporaneamente nel disegno e nell’arte dell’incisione. Realizzò personalmente i giganteschi cannocchiali di lunga focale, i quadranti e sestanti di cui dotò la specola, chiamata Stellaeburgum, che si era costruito nel 1641 su un ampio terrazzo sovrastante la propria abitazione, nel pieno centro mercantile di Danzica.  Si appassionò alla selenografia dopo aver letto i resoconti delle osservazioni lunari di Gassendi nella Vita Peirescii.

Il suo lavoro cartografico sulla Luna uscì nel 1647 in uno splendido volume, Selenographia, da subito considerato uno dei capolavori della scienza seicentesca.

 

HOOKE, Robert (1635-1703), astronomo e fisico inglese, fu curatore degli esperimenti della Royal Society ed dal 1665, insegnante di geometria del Gresham College. Perfezionò lo scappamento a doppio bilanciere e si occupò di problemi meccanici connessi all’elasticità, formulando una legge che porta il suo nome. Sono note anche le sue geniali speculazioni che lo portarono a sfiorare la formulazione della legge di gravitazione universale. La sua opera più nota è Micrographia (1665), nella quale descrive le sue splendide osservazioni al microscopio.

 

HORNSBY, Thomas (1734-1810), professore di astronomia ad Oxford, le cui lezioni di filosofia naturale e sperimentale erano famose ed apprezzate. Realizzò l’osservatorio astronomico dell’università.

 

HORREBOW, Christian (1718-1776), astronomo danese figlio di Peder Nielsen, divenne assistente del padre presso l’osservatorio di Copenaghen e ne prese il posto nel 1764. Lavorò molto alla determinazione delle parallassi stellari, anche se con qualche insuccesso.

 

HUGGINS, William (1824-1910), astronomo inglese, fu uno dei più attivi spettroscopisti del XIX secolo. Scoprì la vera natura delle nebulose diffuse e planetarie, costituite da gas e non da stelle. Fu tra i primi a riprendere su lastre fotografiche alla gelatina gli spettri degli elementi chimici e a scoprire intorno alla Nova Coronae, nel 1866, un inviluppo di idrogeno. Impiegò l’effetto Doppler per determinare la velocità radiale di oltre 30 stelle. Fu presidente della Royal Astronomical Society dal 1876 al 1878.

 

HUYGENS, Christian (1629-1695), grande fisico, astronomo e matematico olandese. Nato in una famiglia dell'alta aristocrazia, Huygens entrò nel 1645 all'università di Leida, dove studiò diritto e matematica e le opere dei grandi geometri Viète e Fermat. Nel 1647 passò al collegio di Breda, dove studiò la filosofia di Cartesio.

Rinunciò però, alla carriera diplomatica dedicandosi esclusivamente agli studi scientifici e diventò famoso con l'opera matematica De circuli magnitudine inventa (1654).

Contemporaneamente, in collaborazione con il fratello, si applicò alla lavorazione delle lenti, introducendo sostanziali miglioramenti nelle tecniche costruttive. I due realizzarono microscopi e telescopi e Christian, nell'inverno del 1655-1656, osservò un nuovo satellite di Saturno e determinò la forma degli anelli del pianeta. Gli interessi astronomici spinsero Huygens a occuparsi della misura del tempo: nel 1656 inventò e realizzò un prototipo di orologio a pendolo a bilanciere con scappamento, descritto nell'opera Horologium, del 1658. Un contributo veramente rilevante alla meccanica è la sua formulazione della forza centrifuga. Compì numerosi viaggi a Parigi e Londra. Nella seconda visita nella capitale francese, conobbe B. Pascal, con il quale tenne un’importante corrispondenza su problemi di matematica.

Nel corso del suo secondo soggiorno londinese divenne membro della Royal Society. Nel 1666 fu socio fondatore dell'Académie parigina e nella capitale francese visse quasi ininterrottamente per 15 anni.

 

JANSSEN, Jules (1824-1907), astrofisico, membro dell’Académie des Sciences di Parigi e del Bureau des Longitudes. Studiò anche a Roma con padre Secchi e divenne uno dei più noti astronomi francesi impegnati nello sviluppo della fisica solare. Una delle sue principali scoperte, fatta indipendentemente da J.N. Lockyer, riguarda la possibilità di osservare le protuberanze solari anche al di fuori delle eclissi. Fondò l’osservatorio astrofisico di Meudon di cui divenne direttore, ed una stazione astronomica sul Monte Bianco.

 

LACAILLE, Nicolas Louis de (1713-1762), astronomo e geografo francese. Alla morte del padre, senza risorse, ebbe come protettore il duca di Bourbon, che lo fece studiare a Parigi, dove divenne diacono. Molto presto si dedicò all'astronomia e, su raccomandazione di de Fouchy, entrò all'Obsérvatoire parigino dove si guadagnò l'amicizia di Jacques Cassini e di suo nipote Maraldi. Dopo molte ed importanti ricerche topografiche, nel 1746 divenne direttore dell'osservatorio, eretto per lui, al Collegio Mazarin. Volendo compilare un catalogo delle stelle dell'emisfero australe, progettò un viaggio al Capo di Buona Speranza che ebbe l’appoggio dall'Accademia delle Scienze e del Governo. Qui determinò la parallasse della Luna, di Marte e di Venere. Propose poi la creazione di alcune nuove costellazioni australi, i cui nomi erano improntati alle scienze ed alle arti. Misurò poi un arco di latitudine nell'emisfero australe, e accertò che la Terra ha la stessa forma da entrambe le parti dell'equatore. Lacaille ritornò a Parigi nel 1754, dopo quattro anni di viaggi. Fino al termine della sua vita si occupò di osservazioni astronomiche e di ricerche teoriche.

 

LA CONDAMINE, Charles Marie de, (1701-1774), geodeta francese. Si occupò della misurazione di un arco di meridiano in Perù per conto dell’Académie des Sciences. Studiò anche gli usi e costumi delle popolazioni locali e contribuì a diffondere l’uso del caucciù.

 

LALANDE, Joseph-Jérôme Lefrançais de, (1732-1807), celebre astronomo francese. Dal suo paese natale si trasferì a Parigi per studiare diritto, ma i suoi incontri con Delisle e Lemonnier, dei quali fu allievo, lo indirizzò all’astronomia. A 19 anni ebbe l’incarico di recarsi a Berlino per l’osservazione della Luna e di Marte, nell’ambito di una campagna internazionale promossa per determinare la parallasse di questi due corpi celesti. Al suo rientro fu nominato membro dell’Académie Royal des Sciences. Nel 1760 divenne responsabile della redazione della Connaissance des Temps. L’anno successivo ricoprì un ruolo di primo piano nelle operazioni connesse all’osservazione dei Venere sul Sole. Invidiato e spesso denigrato dai colleghi, le sue opere e i famosi corsi tenuti al Collège de France ebbero però sempre largo successo.

 

LAMBERT, Johann Heinrich, (1728-1777), matematico ed astronomo tedesco di origine francese, autore di una Cosmologiche Briefe, nella quale ipotizzava l’esistenza di sistemi multipli di stelle, il moto del sistema solare e la composizione della Via Lattea, essenzialmente costituita da un grande ammasso di stelle. Formulò le leggi di Lambert, fondamentali per la fotometria. Fu un precursore delle geometrie non-euclidee sviluppate nel XIX secolo.

 

LANSBERG, Philip, (1561-1632), astronomo belga, si occupò anche di geometria. I suoi lavori più noti riguardano le tavole planetarie per la compilazione delle effemeridi, di qualità discutibile, e molto criticate (specialmente da Jeremiah Horrocks) e sicuramente inferiori alle quasi contemporanee tavole rudolfine di Kepler.

 

LAPLACE, Pierre-Simon de, (1749-1827), astronomo e matematico francese. Divenuto famoso per i suoi importanti lavori astronomici, ebbe la nomina di ministro all’istruzione pubblica da Napoleone. Dopo la Restaurazione, Luigi XVIII lo elesse Pari di Francia. I suoi maggiori contributi scientifici riguardano la spiegazione delle mutue perturbazioni di Giove e Saturno, la spiegazione dell’accelerazione secolare della Luna e la teoria dinamica delle maree. Formulò anche l’ipotesi di Laplace sulla formazione del sistema planetario che ebbe gran successo nel XIX secolo.

 

LE MONNIER, Pierre (1675-1757), astronomo francese nato a Saint-Sever in Normandia. Divenne membro dell'Accademia delle Scienze nel 1725. Osservò a Parigi, il 1° agosto 1736, l'occultazione di Aldebaran che servì a determinare la longitudine di Torneo. Le sue principali opere sono: Cursus Philosophiae, Paris, 1750, 6 voll. in-12°, dove scrive soprattutto di geometria e Premières observations faites par ordre du roi pour reconnaitre la distance terrestre  entre Paris et Amiens, Paris, 1757, in-8°.

 

LE MONNIER, Pierre Charles (1715-1799). Celebre astronomo francese, figlio di Pierre che, a soli sei anni, osservò l'opposizione di Saturno e a 20 anni entrò all'Accademia delle Scienze di Parigi per aver presentato una bella carta lunare.

Nel 1742 ebbe in dono un alloggio ai Capuccini in Rue Saint-Honoré a Parigi, da lui occupato fino all'inizio della Rivoluzione. Nel 1741 in una seduta pubblica all'Accademia illustrò il progetto di un nuovo catalogo stellare zodiacale, pubblicando però solamente i dati di 565 stelle. Le Monnier fu tra i primi a capire che l'angolo di rifrazione cambia al variare delle stagioni e quindi della temperatura. In quel periodo introdusse in Francia lo strumento dei passaggi realizzato dall'orologiaio inglese Graham. Si occupò di meccanica celeste e delle ineguaglianze del moto di Saturno, prodotte dall'attrazione di Giove, contribuendo al lavoro teorico di Eulero sull’argomento.

 

LE ROY, Pierre (1717-1785). Celebre orologiaio parigino, insignito del titolo di orologiaio del re. Fu l’inventore dello scappamento a tenuta negli orologi a pendolo. Si interessò del lavoro dell’inglese John Harrison sui cronometri marini per la determinazione della longitudine. Ne riprese alcune soluzioni tecniche che applicò ai propri orologi.

 

LOCKYER, Joseph Norman (1836-1920), astronomo inglese specializzato nell’osservazione solare anche con lo spettroscopio. E’ sua la scoperta dell’elio nel Sole e la definizione di cromosfera, strato dell’atmosfera solare compreso tra la fotosfera e la corona.

 

LOMONOSOV, Michail Vasil’evič (1711-1765), scienziato russo. Studiò chimica, fisica e metallurgia ed insegnò a Pietroburgo. Sviluppò importantissimi aspetti di meccanica del calore e della teoria cinetica dei gas. Sua è anche la formulazione della legge della conservazione della materia, poi ripresa da Lavoisier. Si occupò anche di ricerche storiche e propose la fondazione dell’università di Mosca, che tuttora porta il suo nome.

 

MAIRAN, Jean Jacques d’Ortous de (1678-1771), fisico e astronomo francese. Membro dell’Académie dal 1718 e segretario dal 1741 al 1743. Si interessò, in un’ottica cartesiana, di svariati argomenti, dalla natura della luce e del suono alla forma della Terra. Abbozzò una teoria cinetica del calore e propose l’esistenza di un nucleo terrestre caldo. Molte delle sue concezioni fisiche, anche appena formulate, erano già in ritardo rispetto ai tempi. Tra queste, ricordiamo il tentativo di sostituire l’espressione newtoniana per la forza di gravità con un’altra che dipendeva invece dall’inverso del prodotto dei due raggi terrestri principali.

 

MARALDI, Jean Dominique (1709-1788), astronomo francese di origine italiana, andò a Parigi nel 1727 dopo aver studiato presso i Gesuiti di Sanremo, e si applicò allo studio dell'astronomia. Entrò a far parte dell'Accademia delle Scienze nel 1733 e si occupò di geografia e di misura del territorio francese insieme a suo cugino Cassini de Thury, lavorando alla costruzione della carta di Francia che andò sotto il nome di carta del Cassini. Nel 1735 fu incaricato della compilazione della Connaisance des temps che tenne per 24 anni, fino a quando fu sostituito da Lalande. 

 

MASKELYNE, Nevil (1732-1811), astronomo inglese allievo di Bradley, nel 1761 ebbe l’incarico di osservare all’isola di S. Elena il transito di Venere. Nel 1765 fu nominato astronomo reale e direttore dell’Osservatorio di Greenwich. Nel tentativo di risolvere il problema della determinazione delle longitudini in mare con metodi astronomici, fondò nel 1767 il Nautical Almanac, che per due secoli fu la più importante effemeride astronomica. 

 

MELANDER, Daniel (1726-1810), matematico e astronomo svedese. Professore all’università di Upsala, si occupò a lungo di meccanica celeste e di calcolo differenziale. Pubblicò una teoria dei moti della Luna e studiò la forma della Terra attraverso misure del grado di longitudine in Lapponia. Ebbe rapporti professionali e d’amicizia con il matematico italiano Paolo Frisi, con il quale scambiò una notevole corrispondenza sul problema delle atmosfere planetarie.

 

MESSIER, Charles (1730-1818), astronomo francese. Agli inizi della carriera, con scarsi studi alle spalle, Delisle lo impiegò come disegnatore e, successivamente come astronomo osservatore, ruolo che ricoprì con straordinario successo. Nel 1770, ormai famoso in tutta Europa, entrò all’Académie des Sciences. Scoprì un gran numero di comete ed eseguì una quantità d’osservazioni di eclissi di Sole e di Luna. Il suo nome è legato al famosissimo catalogo di nebulose che ne elenca un centinaio.

 

MILLOSEVICH, Elia (1848-1919), astronomo italiano, fu direttore, dal 1902, dell’osservatorio del Collegio Romano e vice-direttore dell’ufficio centrale di meteorologia. I suoi maggiori campi di interesse furono il calcolo delle orbite e la storia della scienza. Scoprì due asteroidi, Unitas e Josephina.

 

NEWCOMB, Simon (1835-1909), matematico e astronomo statunitense. Trasferitosi dal Canada negli Stati Uniti, insegnò matematica alla United States Navy ed operò in qualità di astronomo al Naval Observatory. Si occupò di astronomia teorica ed iniziò una revisione delle costanti fondamentali. I suoi lavori più importanti riguardarono le ricerche sulle orbite di Urano, Nettuno e della Luna, sui moti stellari. Fu a lungo sovrintendente alle American Ephemeris. Scrisse anche trattati di economia politica, dove espresse posizioni avverse al socialismo.   

 

NEWTON, Isaac (1642-1727), fisico e matematico inglese, una delle maggiori figure scientifiche di ogni tempo. Studiò al Trinità College di Cambridge, allievo del matematico I. Barrow ebbe, nel 1669, la cattedra del suo maestro. Il suo capolavoro, universalmente noto, Philosophiae naturalis principia mathematica del 1687, è una sintesi rivoluzionaria dell’opera di Galileo e Kepler, che culmina nella legge della gravitazione universale.  Nel 1699 divenne direttore della zecca di Londra e, quattro anni dopo, presidente della Royal Society. La sua attività scientifica fu multiforme e non disdegnò neppure di occuparsi, a lungo, di alchimia, cronologia e teologia. Contributi fondamentali alle matematiche riguardarono il calcolo integrale e differenziale, ma le sue ricerche sfociarono in una lunga e spiacevole controversia con Leibniz sulla priorità della scoperta del calcolo infinitesimale. 

In ottica le sue scoperte sulla natura della luce, scomponibile nei colori dell’iride con un prisma, lo indussero a formulare una teoria corpuscolare, nettamente in contrastato con l’ipotesi ondulatoria proposta da Hooke e Huygens.

 

OLBERS, Heinrich-Wilhelm-Matthias (1758-1840), astronomo e medico tedesco. Si appassionò presto di astronomia, pur continuando ad esercitare la medicina. Scoprì alcune comete e gli asteroidi Pallade e Vesta. Propose un nuovo metodo matematico per il calcolo delle orbite cometarie.

 

PICARD, Jean (1620-1682), astronomo francese, priore di Rille. Tra i primi ad entrare all’Académie des Sciences di Parigi, è famoso per i suoi studi geodetici e per aver introdotto alcune importanti migliorie ai quadranti e i sestanti, quali il cannocchiale, che sostituiva le pinnule, e il micrometro a fili.

Nel 1669 diede un’accurata misura del grado di meridiano.

 

PINGRÉ, Alexandre Gui (1711-1796), celebre astronomo francese nato a Parigi, fece i suoi studi a Senlis presso i Génovésains, ed entrò nel loro ordine all'età di 16 anni. Fu a lungo insegnante di teologia ma le sue opinioni sul giansenismo gli attirarono pesanti critiche che lo spinsero a dedicarsi esclusivamente all'astronomia. Nel 1753, le sue osservazioni del transito di Mercurio gli valgono il titolo di corrispondente dell'Accademia delle Scienze. Fece diversi viaggi scientifici dove analizzò le prestazioni dei cronometri marini, utilizzati per la determinazione della longitudine in mare, costruiti dagli orologiai Ferdinand Berthoud e da Leroy. Di notevole importanza le sue osservazioni e le ricerche teoriche sui passaggi di Venere sul Sole. La sua opera principale è la Cométographie, una delle più complete esposizioni sulle comete e sulla storia delle loro osservazioni. 

 

PUISEUX Victor (1820-1883). Matematico francese; entrato all’École Normale Supérieure, sostenne una brillante tesi di meccanica celeste. Insegnò a Rennes, all’École normale supérieure e alla Sorbonne. Divenne membro de l’Académie des Sciences e del Bureau des Longitudes. Pubblicò parecchie importanti memorie di matematica e meccanica celeste.

 

REPSOLD, Adolf (1806-1871).  Rappresentante di una delle più apprezzate famiglie di costruttori di strumenti ottici dell’Ottocento. Realizzò telescopi e cerchi meridiani di pregevole fattura per gli Osservatori di Amburgo, Pulkovo, Könisberg, ecc., ed introdusse fondamentali miglioramenti nei meccanismi ad orologeria per il movimento equatoriali dei telescopi.

 

RESPIGHI, Lorenzo (1824-1889). Astronomo e matematico italiano. Fu direttore dell’osservatorio di Bologna e, successivamente, dell’osservatorio del Campidoglio a Roma. Si occupò di ricerche sulla scintillazione stellare e di fisica solare. Fece osservazioni sistematiche con lo spettroscopio della cromosfera, delle macchie e delle protuberanze. Introdusse l’uso del prisma obiettivo per rilevare gli spettri stellari.

 

RICCIOLI, Giovanni Battista (1598-1671). Gesuita e astronomo, insegnò a lungo a Bologna. Famoso nel Seicento per i suoi trattati, vere opere enciclopediche di astronomia e geografia. Sono ricordate: l’Almagestum Novum (Bologna, 1651) e la Geographia et Hydrographia Reformata (Bologna 1661). Anticopernicano più per dovere d’ufficio che per convinzione, diede importanti contributi alla nascente selenografia.

 

RICHER, Jean (1630-1696). Astronomo francese, assistente di G.D. Cassini all'osservatorio di Parigi. Fece molteplici osservazioni all'isola di Caienna, fra le quali, rimarchevoli, quelle sulla posizione di Marte condotte contemporaneamente a Cassini da Parigi. L’obbiettivo della ricerca era dedurre il valore della parallasse solare (1672). Fu il primo a constatare che, mediante un pendolo, la gravità diminuisce con la latitudine geografica (1679).

 

SCHIAPARELLI, Giovanni Virginio (1835-1910). Astronomo tra i più noti dell’Ottocento. Si perfezionò a Berlino e a Pulkovo e divenne direttore dell’Osservatorio di Brera nel 1862. Si occupò di osservazioni planetarie, in particolare di Marte e formulò una teoria dei “canali” di quel pianeta. Trovò, per primo, l’importante correlazione tra le stelle cadenti e le comete.

 

SCHICKARD, Wilhelm (1592-1635). Come Kepler, fu discepolo di Mästlin a Tubinga. Studiò di teologia, lettere orientali, astronomia e ottica. Realizzò il primo modello di calcolatrice meccanica, molto prima di Pascal e Leibnitz. Conobbe personalmente i maggiori astronomi del suo tempo, da Kepler a Gassendi.

 

SECCHI, Angelo (1818-1878), astronomo e gesuita. Nel 1849, divenne direttore dell’Osservatorio del Collegio romano, dopo aver studiato anche negli Stati Uniti. E’ uno dei fondatori dell’astrofisica e della fisica solare. Importante la sua classificazione spettrale delle stelle, che divise in quattro classi principali. Si occupò di studi cometari e planetari e rintracciò in frammenti della cometa di Biela. Introdusse la fotografia nell’osservazione della corona solare.  

 

SHORT, James (1710-1768), astronomo e costruttore di strumenti scientifici tra i più apprezzati del XVIII secolo. Dopo aver impiantato a Londra un attrezzato laboratorio, si specializzò nella costruzione di specchi parabolici per telescopi realizzandone, nel corso di un trentennio, ben 1370. Cook, nel suo viaggio per l’osservazione del transito di Venere del 1769, portò con sé due riflettori e un eliometro da lui costruiti. Famosa la sua disputa con Pingré sulla parallasse solare ricavata dal transito di Venere del 1761.

 

TACCHINI, Pietro (1838-1905), astronomo italiano. Studiò astronomia all’Università di Padova, e lavorò successivamente negli osservatori di Padova, Modena, Palermo e fu direttore dell’osservatorio del Collegio Romano. La sua principale attività professionale riguardò l’osservazione solare anche con metodi avanzati, come la spettroscopia, che stava compiendo allora i primi passi. Insieme a padre A. Secchi, nel 1871, fondò la Società degli spettroscopisti italiani.

 

WARGENTIN Pehr Wilhelm (1717-1783), astronomo svedese, allievo di A. Celsius. Dal 1749 fino alla morte fu segretario dell’Accademia delle Scienze svedese. E’ suo merito l’introduzione in Svezia del calendario gregoriano nel 1753. Si occupò della determinazione delle orbite dei satelliti di Giove con metodi semi-empirici e pubblicò delle tavole utilizzate fino alla metà del secolo successivo. Si occupò di statistica demografica e le sue tavole di mortalità furono usate dai Lloyds di Londra per il loro interesse nel campo assicurativo.

 

WATSON, James Craig (1838-1880), astronomo statunitense, autore di una famosa opera di astronomia sferica: Theoretical Astronomy, tra le più consultate nell’Ottocento.

 

WREN, Christopher (1632-1723), architetto e astronomo inglese, professore al Gresham College di Londra e a Oxford. Presidente della Royal Society dal 1680 al 1682. Diede un contributo fondamentale alla ricostruzione di Londra dopo il grande incendio del 1666, progettando 51 chiese, la più famosa delle quali è la cattedrale di San Paolo. Eseguì molte osservazioni di Saturno e realizzò un modello della superficie lunare che fu presentato a Carlo II.

 

ZANOTTI, Eustachio (1709-1782), astronomo, successore di Eustachio Manfredi alla direzione dell’Osservatorio di Bologna. Pubblicò alcuni volumi delle Effemeridi bolognesi ed eseguì numerose osservazioni astronomiche di eclissi, comete, ecc. Curò il restauro della Meridiana di S. Petronio, opera di Giovan Domenico Cassini.

 

 

 

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