OPERE RARE: E.DANTI, La sfera...

 

 

frontespizio della Sfera di Proclo 

adornato da un planisfero, sul quale 

sono indicati l’Asia e l’Africa, con 

sovrapposto lo stemma mediceo.

Frontespizio del trattato di Danti,

 scritto per gli studenti di matematiche

sull’uso astronomico ed astrologico 

della sfera armillare.

 

Proclo, La Sfera di Proclo Liceo tradotta da maestro Egnatio Danti; Cosmografo del Serenissimo Gran Duca di Toscana, con le annotazioni e con l’uso della Sfera del medesimo, In Fiorenza nella Stamperia de’ Giunti, 1573.

Egnatio Danti, Trattato dell’uso della Sfera, In Fiorenza nella Stamperia de’ Giunti, 1573.

 

Note biografiche:

 

 

 

Commento alle opere:

·   Il Riccardi (Bibl. Matem. It., Modena 1870, p. 391) la definisce opera rara, Car. 4 con frontis.; la prima parte del volume è una traduzione della Sfera armillare di Proclo in 55 fac. in 4°, che il domenicano Danti usa come libro di testo per il suo corso delle matematiche tenuto allo Studio fiorentino tra il 1572 e il 1575. La dedica dell’opera è ad Isabella Medici Orsini, seguita da una breve vita di Proclo, filosofo nato in Licia durante l’impero di Traiano, e le cui notizie sono tratte da Svida, Filostrato e dal Volterrano. Avendo sotto gli occhi l’immagine della sfera di Proclo, vediamo che la sfera armillare era solitamente formata da quattro circonferenze che rappresentavano altrettanti meridiani celesti e da altre cinque circonferenze, perpendicolari alle prime, rappresentanti l'equatore e due paralleli celesti in ciascun emisfero. Essa disponeva di un sostegno e poteva ruotare attorno alla verticale per mezzo di perni polari fissati ad una circonferenza metallica. Un asse va da un polo all'altro e passa attraverso una sfera, rappresentante la Terra, posta al centro della sfera definita dalle circonferenze descritte. Una fascia fissata alla sfera e inclinata rispetto all'equatore circondava la sfera: su di essa era tracciata l'eclittica. L’opera di Proclo è divisa in 15 capitoli con annotazioni esplicative, molto dotte, del Danti. Alle pp. 36-38, cap. XI, troviamo una tavola dei climi e dei paralleli secondo lo stile aristotelico. Nel cap. XV si parla De gl’animali fatti segni e un’aggiunta di Danti dal titolo:Come si possino conoscere in Cielo tutte le Imagini senza strumento niuno con la sola pittura di esse, in altre parole, come riconoscere le costellazioni e le loro stelle principali con l’ausilio di un planisfero celeste ove siano disegnate le 48 imagini celesti

    La descrizione del Danti (p. 47 e segg.) è particolarmente efficace ancora oggi: ponendosi in luogo opportuno, ove speditamente si veda tutto l’orizzonte… mi cominciavo dall’Orsa maggiore… fino a riconoscere le stelle che compongono l’ultima delle costellazioni illustrate dal Danti, il Pesce Australe.

   


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