Giovanni Domenico CASSINI, De cometa Anni 1652 & 1653, Mutinae 1653

 

Ritratto di G.D. Cassini

Frontespizio del De cometa

Strumento per le misure di distanza

angolare tra gli astri, proposto da

Cassini nel suo De cometa del 1652.

Il progetto di Cassini è illustrato

da un’ampia spiegazione che mostra

 come, per mezzo di un sistema di

segmenti mobili e fissi, i due

osservatori potevano determinare la

separazione angolare tra la testa della

cometa e una stella di riferimento.

 

Giovanni Domenico CASSINI, De cometa anni 1652 et 1653, Mutinae, apud Sulianum, 1653.

 

Il De cometa è la prima pubblicazione scientifica del giovane e valente professore dello Studio bolognese.

Intorno al solstizio d’inverno del 1652, Cassini fu ospite nell’osservatorio del suo mecenate, il marchese Cornelio Malvasia, all’interno della Villa di Panzano, nei pressi di Castelfranco Emilia. Qui, insieme a Malvasia e, occasionalmente, al Duca di Modena, anch’egli incuriosito dall’apparizione di quel maestoso astro chiomato, trascorse le fredde notti invernali prendendo, al telescopio, accurate misure di posizione della cometa ed elaborando una teoria sulla sua origine:

 

le osservazioni che io feci [della cometa] mi autorizzarono a concludere che essa non aveva parallasse sensibile e che si trovava sopra [l’orbe] di Saturno.[1]

 

Dopo una lunga permanenza a Bologna, Cassini, trasferitosi alla corte di Luigi XIV, divenne il più famoso astronomo d’Europa.

La cometa di quell’anno 1652 fu osservata anche da Hevelius a Danzica tra il 20 dicembre e l’8 gennaio e la sua orbita parabolica fu calcolata da Edmond Halley nel 1705, utilizzando 54 osservazioni (tra le quali quelle di Cassini). 

Il De cometa è opera molto rara: copie presso la Biblioteca Civica dell’Archiginnasio di Bologna e all’Osservatorio Astronomico di Bruxelles.

 

 

BREVE BIBLIOGRAFIA sulla cometa del 1652:

E. HALLEY, Phil. Trans., vol. 24 (1705), pp. 1882-1999.

A.G. PINGRE’, Cometographie, t. II, pp. 9-10, Paris 1784.

G.W. KRONK, Cometography, a catalog of comets, pp. 346-347, New York 1999.

 

 [1] Parole di Cassini riportate da F. HOFER, Histoire de l'Astronomie, p. 429, Paris 1873.

Lato nord del castello di Panzano, nei pressi di Castelfranco Emilia (MO), di proprietà del marchese

Cornelio Malvasia, dove Cassini osservò la  cometa del 1652.

 

Fronte sud del castello di Panzano


TORNA ALLE OPERE RARE