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OPERE RARE: G.B. BENEDETTI, De gnomonum... |
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Frontespizio dell’opera di Benedetti con lo stemma sabaudo. |
Orologio
solare pensile di complessa costruzione.
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E’ uno strumento inventato da Benedetti che dispone di scale graduate e pinnule di mira. Il piano di appoggio è inclinabile in
base alla latitudine.
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G.B. Benedetti, De Gnomonum umbrarumq. Solarium usu liber, Apud haeredes Nicolai Bevilaquae, Augustae Taurinorum 1574.
Si
trova negli Osservatori Astronomici di: Bologna; Firenze; Paris; Roma; Utrecht.
Nota
biografica:
Giovanni
Battista BENEDETTI
(1530-1590), matematico, astronomo ed astrologo, si occupò anche di
meccanica e, per qualcuno, aprì le strade più che ad ogni altro al
Galilei (parole del cardinale M. Ricci, citato da Tiraboschi nella sua Storia
della Letteratura It., VII, 2, p. 582, Modena 1791), idea condivisa
anche dal Libri, secondo cui egli doit etre placé au premier rang des
savants du XVI.eme siècle (G. Libri, Histoire des sciences mathématiques
en Italie, vol. III, pp. 121-131; vol. IV,
p. 31, Paris 1840).
Il suo
lavoro sul concetto d’inerzia, nelle Diversarum speculationum,
Torino 1580, contiene idee avanzate sulla forza centrifuga, mentre, in un
altro scritto, afferma la caduta contemporanea dei gravi, indipendentemente
dal loro peso (Resolutio omnium Euclidis problematum, Venezia 1553).
Questi interessi scientifici erano poi accompagnati ad altri di tipo
astrologico tradizionale. Nelle citate Diversarum speculationum,
aveva previsto la propria morte (circa) nell’anno 1592, previsione
rivelatasi poi errata, ma che non mancò di sollevare polemiche.
Insegnò a Parma per qualche tempo, per poi passare alle dipendenze
di casa Savoia a Torino come matematico ed astrologo di corte, dove rimase
fino alla morte.
Commento
all’opera:
Per
Riccardi (Bibl. Matem. It., Modena 1870, p. 111), trattasi di opera
rara ad assai apprezzata, si compone di 6 car. Con frontis., ornato
di stemma, dedic., pref. ed indice, e di 123 car. Numerate con fig. in legno
fra il testo, oltre una car. bianca nel fine. J.F.
Montucla, nella sua Histoire des mathématiques, (Paris 1799, t. I,
p. 729) dice che il trattato gnomonico di Benedetti est fort savant, mais
peu accessibile au commun des lecteurs. L’opera,
un complesso manuale tecnico di gnomonica, è preceduta dalla dedica ad
Emanuele Filiberto di Torino, ed è divisa in ben 100 capitoli tutti
illustrati con incisioni di discreta qualità. La gnomonica è una scienza
antichissima, ed il primo greco ad elevare uno gnomone pare sia stato
Anassimandro, seguito da Anassimene. Nel medioevo gli orologi solari ebbero
una grandissima diffusione e fino a tutto il XVII secolo, videro la luce una
gran quantità di testi sull’argomento, finalizzati alla realizzazione
pratica delle meridiane. Quello
del Benedetti è particolarmente esaustivo perché esamina, con metodo
rigoroso, gli aspetti teorici ed astronomici che occorre conoscere per
costruire meridiane molto accurate. Fin dai primi capitoli troviamo esposti
gli argomenti astronomici basilari: moti planetari, l’altezza solare
meridiana, la lunghezza del giorno, ecc. Passa poi ad esaminare la
costruzione di meridiane a parete e dell’impiego dei triangoli sferici nei
calcoli. Al cap. XXXII, espone la De crepusculis teoria, e in quello
successivo, la De crepusculis praxis. Quindi descrive le ore italiche
e le ore comuni le ore ineguali o babiloniche e l’orologio solare comune
orizzontale, illustrato con alcuni efficaci e molto dettagliati
schemi grafici. Prosegue poi con gli orologi italici orizzontali
(cap. LII) e murali, nel capitolo successivo. Quasi al termine del volume,
illustra uno strumento di sua invenzione, che dispone di scale graduate e
pinnule di mira. Il piano di appoggio è inclinabile in base alla
latitudine.
Riferimenti
bibliografici:
Montucla,
Histoire des mathématiques, t. I, p. 729.
G.
Libri, Histoire des sciences mathématiques
en Italie,
vol. III, pp. 121-131; vol. IV,
p. 31, Paris 1840
V.
Mazzucchelli, Gli scrittori, t. II, par. II, p. 817.
Montferrier,
Dizionario.
R.
Caverni, Storia del metodo sperimentale in Italia, t. I, pp. 101-108,
Firenze 1891.